venerdì 22 dicembre 2017

luoghi insoliti: Cose da volere per Natale

luoghi insoliti: Cose da volere per Natale: Che cosa vorrei per Natale? Presto detto: Il profumo PakoRabanno, che una goccia si sente tutto un anno. La Domotica per l...

Cose da volere per Natale






Che cosa vorrei per Natale?

Presto detto:

Il profumo PakoRabanno, che una goccia si sente tutto un anno.
La Domotica per la casa che lava, stira, cucina e appena ti siedi, la sera ti massaggia anche i piedi.
La Lettiera elettronica per il gatto, che se ti lamenti, frigge all’istante le deiezioni e le vaporizza in deodorante per ambienti.
Lo Smartorologio che conosce tutti gli eventi della storia e ti fa fare bella figura alle interrogazioni oppure un normale orologio a cucù che alla storia non ci penso più.

Poi qualcosa di personale:

Una mia cellula criocongelata e pronta per la clonazione, per il bene della nazione.
Un soggiorno al centro benessere del Senato della Repubblica, dove senza farti male, rendono vispe trote anche gli stoccafissi sotto sale.
Una gita sulla Stazione Spaziale Internazionale della Nasa per girare in orbita sopra casa.

E ancora:

La Jaguar E-Type di Diabolik.
L’Aston Martin DBS V12 di James Bond.
La Lamborghini Aventador di CR7.
Due ammortizzatori nuovi per la mia vecchia Hyundai.

E alla fine:

La vista di un rapace.
La lungimiranza di Nostradamus.
La forza di Superman ma senza allergia alla Criptonite.
Essere la voce solista al prossimo tour dei Queen.
Vorrei non avere più capi tranne quelli nell’armadio.

Dopo tutte queste cose, se possibile, ancora qualcosa per gli altri:

Sale in zucca per gli insipidi.
Brio per i lenti.
Calma per gli agitati.
Speranza per i disperati.
Luce per gli oscuri.
Comprensione per gli inconsapevoli.
Energia per gli indolenti.

Amore per tutti quanti!



sabato 16 dicembre 2017

La solitudine nella folla








Siamo in tanti.
Troppi.

Tutti spingono, sento il fiato sul collo, il brusio delle voci che sale dalla gente graffia le orecchie come lo stridio dei freni di una vecchia motrice.
L’ingresso dista non più di cinque, sei metri ma sembra lontanissimo.
Basta, desisto.
Esco dalla coda, troppa gente isterica, troppi sguardi torvi e cattivi. Trovo incredibile che gente così grossolana sia tanto attirata da un museo e dall’arte che esso propone.
Saranno le feste, sarà che offrono ingressi a metà prezzo…
La mostra la vedremo un altro giorno.

Hanno aperto il villaggio di Babbo Natale, lo so che è una cosa pacchiana e preparata appositamente per i bambini ma dicono sia molto bello…
Giro l’angolo e rimango di sale, la coda arriva alla fine della strada!
Non è cosa. Lasciamo spazio ai bambini che urlano, piangono e si lamentano che fa freddo, hanno fame e poi perché devono aspettare tanto per vedere babbo Natale?
Forse, penso, perché è ancora metà dicembre e anche perché i vostri genitori non hanno prenotato l’ingresso online…
Niente villaggio di Babbo Natale.

Come impiegare allora questo prezioso e raro tempo libero? Anche di festa rimangono aperti i supermercati.
Presto fatto, sono dentro, più rassegnato che incredulo.
Tutto è un turbine di luci, colori e suoni.
Lo so che tutto ciò dovrebbe creare un clima di bontà, pace e festeggiamenti ma in realtà mi sento un poco inquieto.
Dal momento che sono entrato, approfitto per acquistare qualcosa da mettere in frigo e un paio di regalini.
Trovo tutto, scelta, qualità, convenienza, per forza, siamo in un supermercato in un giorno di festa… Mi accorgo che il brusio è aumentato, col passare dei minuti la presenza umana è più che raddoppiata. La mia inquietudine diventa ansia.
Raggiungo una cassa poco affollata, attendo ma una donna col pancione mi passa davanti scrutandomi minacciosa, guardo in alto e leggo: cassa prioritaria per gestanti.
Non mi ero accorto, mi scuso.
La mia ansia si tramuta in principio di panico.
Scelgo un'altra fila ma un tipaccio con due stampelle ne mette una di traverso impedendomi di avanzare. Cassa disabili.
Ok, ho capito!
Studio il contenuto del mio carrello: nulla d’indispensabile.
Penso: tenetevelo!
Torno a casa.

Ma quanti siamo? Non mi ero accorto che eravamo così tanti, neanche a ferragosto sulla spiaggia di Rimini!

Siamo in tanti, forse troppi. Una folla che spesso non basta a non far sentire la solitudine.
Siamo in tanti.

Molti pronti a preparare, organizzare, cucinare, addobbare, incartare, baciare, abbracciare, brindare, ballare, cantare, ubriacare, e così via.
Qualcuno pronto a spingere, alzare la voce, litigare, rovinare…

Chissà in quanti saremo davvero a festeggiare il Natale che verrà?







domenica 3 dicembre 2017

Dante aveva ragione







Dante aveva ragione.

Inferno, Purgatorio e Paradiso esistono eccome!
Solo che non sono come li ha descritti il sommo poeta.
Esistono e sono proprio qui, sulla terra, dove viviamo noi.

Ecco che qualcuno, più scettico, obietterà, noi non vediamo fiamme e fuoco agli angoli delle strade, diavoli rossi armati di forcone nelle piazze ma nemmeno angeli e cherubini nel parcheggio del supermercato, né putti con l’arpa su nuvolette vaganti!
Certo, lo so benissimo che non li vedete. Capisco che la gran parte delle persone non veda queste cose. Quanto a sentirle è un altro discorso.

Sono sicuro che abbiate percepito qualcosa ultimamente.

E Dante aveva anche ragione su un’altra cosa: la legge del contrappasso!

Quanti amano moltissimo fare uno sport, che so, sciare quand'è che, zack! Si rompe un crociato e addio discese. Chi passa il tempo a frequentare corsi per diventare sommelier e appena carpisce il segreto per diventare un esperto degustatore professionista ecco che gli si alzano le transaminasi e addio vino per sempre!
Per non parlare dei golosi che diventano diabetici insulinodipendenti e non possono nemmeno guardare la foto di una torta millefoglie…
Gli amanti della natura che sono costretti a lavorare quarant'anni in un ufficio con la luce artificiale, chi patisce la solitudine si ritrova a fare il guardiano del faro, chi soffre di labirintite cronica trova lavoro sulle navi, chi non sopporta la gente va a fare il cassiere al supermercato…
Insomma, una miriade di inferni privati e personalizzati, che non mancano di originalità e sadismo!

Ma anche il purgatorio di chi gira sei volte attorno all’isolato per poi parcheggiare a un chilometro e mezzo da casa e quando arriva al portoncino con le chiavi in mano vede il vicino antipatico che fa retromarcia e la mette sotto al balcone… il purgatorio di chi, in coda alla posta, riceve una telefonata che gli intima di tornare indietro dopo quaranta minuti di attesa, quando mancavano due numeri al proprio, dello sfortunato cui si rompono i tergicristalli e inizia a piovere davvero forte!
Di chi esce da casa in ritardo, gira l’angolo con l’auto e si ritrova, fermo in mezzo alla strada, il camion della nettezza urbana che svuota le campane del vetro in soli quattordici minuti…
Anche a purgatorio non scherziamo!

Ma il paradiso?
Certo che c’è.
Osservate bene, ricordate la giornata trascorsa.
Ci sarà stato un estraneo che vi ha salutato con cortesia, qualcuno che vi ha ringraziato per un aiuto inatteso, sarà passato un bimbo per mano alla mamma che vi ha guardato sorridendo curioso, una ragazzina che per gioco, vi saluta con la mano dal lunotto posteriore dell’auto di papà, avrete incontrato una persona che ha lavorato con impegno per dare una mano a voi o a chi vi sta a cuore, qualcuno che si è preso cura di voi…
Molte di queste persone giungono proprio da lì, anche se non hanno ali sulla schiena.

Inferni, Purgatori e Paradisi che si alternano in un vortice capriccioso e continuo nelle nostre vite, nelle nostre giornate…


Per quanto mi riguarda, sto in paradiso anche solo quando ho l’opportunità di poter vedere una di queste storie e di poterla raccogliere come si coglie un fiore e raccontarla a chi ha voglia di ascoltare.




sabato 11 novembre 2017

luoghi insoliti: Apollineo o Dionisiaco ovvero niente è mai come se...

luoghi insoliti: Apollineo o Dionisiaco ovvero niente è mai come se...: Stamattina, durante la consueta corsetta, ascoltavo la radio. Dopo una sequenza di piacevoli brani di autori stranieri, è annunciat...

Apollineo o Dionisiaco ovvero niente è mai come sembra











Stamattina, durante la consueta corsetta, ascoltavo la radio.

Dopo una sequenza di piacevoli brani di autori stranieri, è annunciato un pezzo di Paolo Nutini.

Penso con ingenua incompetenza, finalmente un cantante italiano…!

Appena parte il pezzo, un gradevole rhythm & blues, capisco qual è la verità, confermata col disannuncio dal conduttore. Si tratta, nonostante il nome italiano, di un giovane cantautore scozzese!

Paolo Nutini scozzese? Ma come?

È come se un certo Glenn MacDomhnail fosse di Alessandria!

Mi dico che niente è come sembra!

Mi dico anche: nessuno è come sembra.



Neppure io.



Ci sono giorni che passano leggeri, in cui tutti sembrano felici e se qualcuno lo sembra di meno, mi viene voglia di aiutare, di dare una mano. In quei giorni non mi pesa vedere che qualcuno ha voglia di passare davanti a tutti i costi, che c’è gente maleducata, poco onesta, al massimo, mi rincresce per questi sfortunati.

Altre volte sono più sensibile davanti alle ingiustizie, m’infastidiscono le cattiverie gratuite, non sopporto quelli che vanno i furbi, e non mancano mai, ve lo assicuro! Queste volte non mi trattengo, inveisco, rispondo per le rime, mi prudono le mani e mi farei volentieri passare il prurito a forza di schiaffi sulla faccia di certa gente.



Non capisco.

Faccio fatica a trovare il giusto modo, faccio fatica a restare in equilibrio.



Uno studioso di filosofia mi direbbe che devo decidere tra seguire l’impulso Apollineo o quello Dionisiaco!

Apollo, il dio dell’equilibrio e dell’armonia. Un impulso che ricerca l’ordine e la bellezza contrapposto a Dioniso, impulso che genera ebbrezza e che ci fa buttare a capofitto nel disordine e nel caos della vita, spingendo all’eccesso ogni occasione per goderne al massimo.



Uno studente di medicina mi spiegherebbe che potrei soffrire di un disturbo bipolare, ossia una sindrome maniaco-depressiva che mi spinge ogni volta verso un comportamento diverso davanti allo stimolo ambientale.

Essere un ciclotimico mi darebbe il vantaggio della giustificazione, si capisce, potrei anche tentare una terapia.



Un fan di Vasco Rossi mi canterebbe Sally: “... perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia!”



Dunque, cosa guida la mia coscienza, la mia etica, i miei valori?

Il caso, le condizioni meteo, la sorte, un angelo custode?

Cosa? Chi?



Aspetto di trovare una risposta, nel frattempo non smetto di farmi domande.



Con buona pace dello studioso di filosofia, di quello di medicina, del fan di Vasco Rossi, dello scozzese Paolo Nutini, e del mio amico di Alessandria, Glenn MacDomhnail!













sabato 4 novembre 2017

luoghi insoliti: Tre tipi

luoghi insoliti: Tre tipi: Anna non è cattiva, è solo che la dipingono così. Certo che non è arrivata dove si trova con la gentilezza. Ha dovuto usare u...