mercoledì 9 ottobre 2013

luoghi insoliti: Aprite un cassetto di casa. Uno qualsiasi.Oltre ...

luoghi insoliti:

Aprite un cassetto di casa. Uno qualsiasi.Oltre ...
: Aprite un cassetto di casa. Uno qualsiasi. Oltre agli oggetti di uso comune che quel cassetto è preposto a contenere ci troverete i...




Aprite un cassetto di casa. Uno qualsiasi.
Oltre agli oggetti di uso comune che quel cassetto è preposto a contenere ci troverete inevitabilmente altro. Roba che non c'entra niente, cose vecchie e di nessuna utilità.
Cartoline postali che ormai quasi nessuno spedisce più, auguri Natalizi e Pasquali stampati su cartoncini ingialliti .
Biglietti d'ingresso al cinema per uno spettacolo uscito tre anni prima a cui siete andati con un vecchio amico perso di vista. 
Scontrini di antiche colazioni digerite da anni e consumate in bar con vista mare, lontanissimi dalla nostra città. Bottoni di vecchi cappotti di cui non si ricorda più nemmeno il colore e neppure l'esistenza ma che non si riescono a gettare. 
Ancora biglietti di concerti, biglietti aerei, della metropolitana delle città più disparate, di ingresso a musei ed altre testimonianze del nostro girovagare inquieto su questo pianeta alla ricerca ogni volta di cose diverse, alla ricerca di cultura, di divertimento, di svago, di emozioni. 
Oggetti conservati e mai buttati nel tentativo di lasciare un solco, una traccia profonda che sia ben visibile, che rimanga evidente ai posteri, che noi ci siamo stati, siamo esistiti, che non saremo solo una foto su di un marmo (per i superstiziosi fra cento anni...) ma abbiamo viaggiato, vissuto, provato sensazioni e sentimenti reali, abbiamo lasciato un segno indelebile della nostra presenza sul pianeta, ci sono testimoni, persone che ci hanno visti, documenti che lo provano e la nostra testarda, maniacale abitudine di conservare tutte queste tracce della nostra attività è disperatamente tesa a fornirne le prove.
Ma mi accorgo che ho proiettato il discorso troppo avanti, troppo nel futuro, oggi siamo tutti qua ancora a girare, a visitare musei e cinema, a fare colazione al bar e a farsi trasportare da aerei e dai mezzi pubblici.
Ed ora vi lascio perchè devo fare pulizia nei miei cassetti...

sabato 14 settembre 2013

luoghi insoliti: Il pane di Napoli

luoghi insoliti: Il pane di Napoli: Ieri sera mi sono trovato a transitare, al ritorno da un piacevole evento, per la stazione ferroviaria di Napoli. Era da poco p...

Il pane di Napoli





Ieri sera mi sono trovato a transitare, al ritorno da un piacevole evento, per la stazione ferroviaria di Napoli.
Era da poco passata l'ora di cena e mi sono cercato un posto libero per consumare uno dei panini che mia cugina, oltre che ospitarmi, mi ha preparato in abbondanza preoccupata e forse benignamente spaventata dalla mia possibile ipoglicemia... 
Napoli, come tutti sappiamo, è una bellissima città ricca, oltre a molte altre cose, di luoghi comuni, fraintesi e stereotipi. Mi ci sono trovato dentro personalmente quando ho notato che i miei vicini di panchina, che non erano viaggiatori in attesa di un treno hanno sollevato l'attenzione di alcuni ragazzi, molto giovani, che giravano per la stazione con numerosi sacchetti di plastica tra le mani. Questi giovani, un ragazzo e due ragazze, hanno educatamente chiesto quante buste servissero ed io ho immediatamente e malignamente pensato: ecco, i soliti venditori abusivi di panini e vettovaglie, che girano per la stazione vendendo generi alimentari senza licenza a discapito del commercio "regolare"...
Quello che ho visto subito dopo mi ha stupito e riempito di vergogna per i miei incauti pensieri. i ragazzi facevano parte di qualche associazione caritatevole e distribuivano panini ed acqua agli indigenti, i quali dopo avere educatamente e con molta dignità ringraziato si sono avventati sulla cena donata e non hanno fatto complimenti. Dal mio posto ho terminato il mio panino ed ho ringraziato mentalmente questi volontari che si occupano in modo così concreto delle persone povere.
Parto da Napoli avendo visto un'altra cosa bella, mi dico. Aspetto il treno e quando questo arriva salgo e cerco il mio posto...
Sono contento di tornare a casa avendo vissuto questa piccola esperienza fatta di volontariato, di carità, altruismo e solidarietà come distribuire pane ai poveri.
Cerco il mio posto quando alle mie spalle si sente una voce consueta sui treni, declamare: panini! panini imbottiti, bibite!
Penso, che efficienza Trenitalia, non siamo ancora partiti e già passa il servizio ristoro, poi il tizio mi rivolge la parola a me che mi ero attardato nel corridoio: "per favore capo, fatemi passare che il treno se ne riparte..." ed io un po' confuso lo faccio passare e lo vedo scendere dalla carrozza...
Ahhhh, penso con un attimo di ritardo, eccolo dov'era finito lo stereotipo!!!

mercoledì 24 luglio 2013