— Ma dove eri finito? È una vita che ti aspetto!
— Ma che vita, qui sono
passate solo 28 ore e 58 minuti.
— Ho capito, ma posso
affermare che, al momento della tua comparsa, è stata esattamente tutta la mia
vita che aspettavo.
— Non si era detto
dall’inizio: «ci si vede di là a fine maggio»?
— Sì, certo. Ma abbiamo
preso concetti a noi estranei come “di là” e anche “a fine maggio” dalle menti
delle nostre creatrici.
— Per dire la verità,
anche il concetto di creatore mi è un po’ ostico da capire. È come se qui fosse
tutto più difficile, tutto da scoprire.
— Tutto da incominciare
— precisa Gabri, che dalla sua esperienza di ben 28 ore e 58 minuti prova a
fare la figura di chi la sa lunga.
Ale fa un sorrisino a
occhi chiusi e gli adulti che stanno attorno ridono come sciocchi.
— Ascolta, devi assaggiare
quel liquido che esce dalle mammelle della donna da cui sei uscito. È una cosa
favolosa. Assaggialo, ti dico: non ne potrai più fare a meno…
Ale ci pensa su un
momento, poi risponde:
— Lo farò. Ma adesso mi
è uscito qualcosa di molto caldo e fastidioso da dietro; provo a fare qualche
verso e vediamo se qualcuno dei presenti si decide a liberarmi dal problema.
— Bravo, fatti sentire
— conferma Gabri, che ha già sperimentato con successo quella strategia.
— Ma noi diventeremo
come queste persone qui presenti? — chiede Ale, curioso, al cugino di cui si
fida davvero.
— Penso di sì, magari
anche migliori. Certo sarà dura, ma io per te ci sarò sempre.
— Anche io — conferma
il nuovo nato.
— E ti dirò un'altra
cosa. Anche queste persone sembrano disponibili ad aiutarci. Io sarei
ottimista…
— OK, mi fido. Ma ho
come l’impressione di non sentirti più bene come quando eravamo al buio. Qui
c’è tanta luce, e rumore, e odori, e gente... mi sembra di sentirti sempre di
meno.
— Vedi Ale, anche io
prima ti sentivo benissimo e ora faccio più fatica. Credo che dovremo fare in
fretta ad adattarci a questo posto, vedrai che presto troveremo un nuovo modo
di comunicare.
— Grazie Gabri, tu sei
sempre quello con più esperienza e mi hai convinto.
Anche se non si
guardano perché distanti, i due lattanti sono in perfetta sintonia e le persone
presenti nella stanza non possono disturbare questa intesa.
— E ora che si fa,
Gabri? — chiede preoccupato il cugino.
— E ora si vive, Ale.
Ora si vive!

Nessun commento:
Posta un commento