Cosa ci rimane?
Cosa rimane di questo periodo di feste che come ogni anno arriva improvviso e ci travolge come un tifone?
La stanchezza e la fatica degli acquisti eccezionali, la gioia per la luce nello sguardo dei bambini, la vaga delusione per un regalo poco azzeccato e la soddisfazione per la bella figura fatta a costo di prezzo altissimo, un vago bruciore di stomaco per le troppe calorie assunte, un latente magone per chi c'era ma non si è impegnato, il dolore per chi non c'era ma si sarebbe voluto, una leggera seccatura per chi ha confermato le aspettative negative e il calore per chi ha manifestato il lato positivo. Il piacere per tutte quelle luci e la tristezza per chi non è stato capace di rischiarare il personale buio.
Ora siamo pronti per smontare tutto ma qualcosa dovrà pur rimanere, qualcosa che sta oltre le luci, il cibo, i regali. Qualcosa che resiste dentro le persone, tutte, anche chi si dichiara indifferente o insofferente ai festeggiamenti.
Qualcosa che ci può consolare le tristezze e lenire il dolore per le bombe, per le guerre, per le morti che la vita promette e la realtà mantiene.
Qualcosa che deve restare tutto l'anno e che può e deve farci vivere e sopravvivere nonostante tutto e tutti.
Qualcosa che non esiste solo durante le feste, anche se durante le feste si palesa più facilmente, qualcosa che tutti abbiamo e tutti meritiamo.
E questa cosa si chiama amore.

Nessun commento:
Posta un commento